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Religione e sfera pubblica: per una articolazione narrativa delle differenze

Questo contributo, in cui si offrono i primi risultati di un ampio percorso di ricerca intorno al rapporto tra religione e sfera pubblica, è orientato da un’ipotesi di fondo che può essere formulata nel modo seguente: tra l’esaltazione esclusiva degli elementi razionali e “traducibili” che accomunano le diverse fedi e la rivendicazione di una unicità religiosa che diventa esclusività fideistica si apre lo spazio per un’articolazione delle differenze, che può essere sviluppata attraverso l’esplicitazione delle risorse di un’etica narrativa. La narrazione non è soltanto il modo di darsi delle tradizioni religiose, cioè il luogo che le ospita, ma può essere anche lo strumento che permette il dialogo e serve a giustificare all’interno di una sfera pubblica polifonica le credenze legate alle rispettive provenienze religiose, quindi a renderle esplicite e a restituirle dentro una logica temporale che custodisca un senso pur non reclamando l’esclusività e la proprietà della verità. La narrazione non verrà qui letta in alternativa con l’argomentazione; se ne sottolineerà piuttosto la reciproca influenza.

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