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Provocazioni etiche tra Cristianesimo e Filosofia in Robert Spaemann (Vincitore Premio SIFM)

Cristianesimo e filosofia per l’Occidente hanno costituito i pilastri dell’orizzonte culturale, etico e politico entro cui può essere inscritta la storia di un’intera civiltà. Dall’incontro tra l’istanza cristiana e la filosofia greca è sorta una costellazione concettuale che anche ai nostri giorni, nonostante le mutazioni culturali, risulta imprescindibile nei vari ambiti dell’esperienza umana.

Le nozioni di persona, di natura, di ragione, di verità, di amore, di libertà sono solo alcuni esempi che possono essere adotti a testimonianza del fecondo apporto che le due istanze incontrandosi hanno potuto offrire. Nel corso del tempo varie sono state le modalità di incontro e confronto tra il cristianesimo e la cultura filosofica fino al punto che dopo la grande stagione della Modernità, la nostra epoca non solo è stata definita post-moderna, ma anche post-cristiana.

Si segna così, un abbandono dell’orizzonte sia religioso sia filosofico che per due millenni ha caratterizzato la cultura occidentale. Se nichilismo e relativismo sono le cause che possono decostruire l’idea di una ragione capace di cogliere nella realtà la verità, il cristianesimo nell’epoca della globalizzazione risulta una istanza religiosa tra le altre e sicuramente non garantisce più in Occidente una omogeneità religiosa latrice di riflessi etici e culturali condivisi da tutti.

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