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Normatività della Decisione Pubblica

1. Virtù e conseguenze

I decisori pubblici agiscono facendo riferimento a principi di diversa natura. Quando un giudice svolge il suo ruolo istituzionale e sistemico di interprete del diritto egli non dovrebbe fare appello solo ai principi della moralità politica riguardo a diritti e doveri che si avrebbero in un modello di società giusta, ma, almeno a parere di Kyristis, dovrebbe anche considerare i principi che governano la ripartizione del potere effettivo tra i partecipanti al più generale progetto di governo, includendo in questa sua considerazione anche se stesso e il proprio potere.

Tali principi consentirebbero al giudice di dare la giusta considerazione prospettica agli effetti delle sue decisioni sulla vita futura delle persone oggetto dei suoi pronunciamenti, includendo in questa visione ragionevole dei futuri assetti anche le decisioni di ciascuna delle altre istituzioni che partecipa al disegno complessivo del governo. Questa sarebbe una conseguenza pratica della consapevolezza che le decisioni giudiziarie sono parte di un progetto di governo, affermazione che oggi appare vieppiù pericolosa, poichè la loro forza normativa è indipendente da quella dei principi di giustizia sostanziale.

I principi che in una teoria politica comprensiva governano la ripartizione dei poteri potrebbero dare al giudice ragioni adeguate per favorire una decisione che tenga conto di parametri sempre ulteriori rispetto alla sua visione comprensiva della giustizia sostanziale. Di conseguenza una teoria ideale della decisione giudiziaria potrebbe essere considerata come derivante da una combinazione dei principi di giustizia, considerati all’interno del più ampio disegno istituzionale, in cui da alcuni principi morali e da una cosiderazione oggettiva delle loro conseguenze concrete viene determinato un obbligo giuridico.

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