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La possibilità del perdono (Vincitore Premio SIFM)

Il perdono si caratterizza in prima istanza come un avvenimento arbitrario e gratuito,volto a porre termine a una situazione di rancore per inaugurare un nuovo stato di cose. È un avvenimento inaspettato, poiché non si inserisce nella dinamica innescata dall’azione colpevole, ma ne interrompe il protrarsi indefinito in una serie di azioni e reazioni. Tale decisione è una fine che è un inizio, una conclusione che è al tempo stesso un’iniziativa, fonda un nuovo stato di cose, non limitandosi a ristabilire semplicemente lo status quo precedente la colpa. Vengono dunque sciolti i legami negativi tra vittima e offensore, rendendo così possibile una nuova nascita per il primo.

“Il perdono instaura un’era novella, istituisce nuovi rapporti, inaugura una vita nova. La notte della colpa, nel graziato, presagisce una nuovissima aurora; l’inverno del rancore in colui che grazia, annuncia una nuovissima primavera”. Si prende dunque consapevolezza che l’uomo non è del tutto immune da errori, bensì è fallibile.

Proprio a partire da questa condizione di fallibilità umana si rende possibile il perdono. Tale atto in virtù della sua gratuità, si qualifica come supererogatorio. Compiere una simile azione è un bene, ma non un dovere né un obbligo, può essere concesso liberamente, ma altrettanto liberamente può essere rifiutato. Il perdono è un atto infinitamente eccezionale colpevole, a un misfatto che implica l’esistenza di una vittima e di un colpevole.

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