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La circolarità di intuizione e discorso

Per la cultura moderna, a partire dalla svolta cartesiana, il luogo della filosofia è l’autocoscienza. Essa come pensiero critico si mantiene – come suggeriva in uno scritto del 1937 un maestro della filosofia napoletana, Cleto Carbonara – «sul terreno dell’esperienza cosciente come posizione assoluta», in cui tra soggetto e oggetto vige «un rapporto di condizionalità» : l’essere del soggetto consiste non nel creare l’oggetto, ma nell’intenzionarlo, nel tendere verso di esso, e l’essere dell’oggetto consiste precisamente nel suo presentarsi al soggetto come ideale o reale.

«Nell’atto di essere conosciuta – continua Carbonara – ogni pretesa cosa in sé si sussume sotto una coscienza, ad essa si condiziona e in tanto esiste nel mondo dell’esperienza, in quanto viene sentita e pensata da una coscienza». E’ questo «il principio della filosofia critica dell’esperienza», vale a dire il trasparire «immediatamente a se stesso» del «soggetto come autocoscienza». A questa posizione implicitamente fenomenologica Carbonara era pervenuto attraverso «una critica all’idealismo gentiliano» , com’egli dice, «garbata ma radicale».

Ad essa si ricollegano gli inizi dell’esperienza filosofica di Aldo Masullo , com’egli stesso ricorda nella prefazione alla seconda edizione - del 1964 - del suo primo libro, Intuizione e discorso, pubblicato per la prima volta nel 1955: un libro nato «in un ben definito orizzonte d’interessi speculativi aperto all’Università di Napoli dall’insegnamento di Cleto Carbonara il quale proprio allora veniva riesaminando i risultati della sua ricerca teoretica volta [...] a favorire la crisi interna della filosofia attualistica per estrarne e sviluppare in libertà i fermenti di un non ingenuo “empirismo”».

Nota in margine alla riedizione di Intuizione e discorso di Aldo Masullo
(Editoriale Scientifica, Napoli 2013).

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